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Lalibela o la città etiope degli angeli

Lalibela o la città etiope degli angeli

«Non mi affanno a scrivere di più su questi edifici, perché mi pare che non sarei creduto se ne scrivessi ancora…”

Ecco, questa citazione del sacerdote portoghese Francisco Álvares (Coimbra, 1465 – Roma, 1536/1541) descrive bene l‘incredula meraviglia che si prova arrivando a Lalibela.

La chiesa di San Giorgio a Lalibela

Su un altipiano a 2.700 metri di altitudine, sperduta n una regione montuosa nel cuore dell’Etiopia, a circa 650 km da Addis Abeba, sorge Lalibela, l’Altra Gerusalemme, che con le sue 11 chiese scavate nella roccia tufacea è certamente una delle città più spettacolari dell’Africa, patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1978, ancora oggi un luogo sacro dove i cristiani copti arrivano in pellegrinaggio a pregare. 

La costruzione delle chiese si attribuisce al re etiope Gebre Mesqel Lalibela, da cui il nome della città, che iniziò a realizzarle nel XII secolo. L’intento del re era di creare una vera e propria nuova Gerusalemme, nel momento in cui   le conquiste dei Musulmani avevano impedito ai pellegrini cristiani l’accesso alla Terra Santa. In questa città ogni cosa rievoca Gerusalemme: il canale artificiale chiamato Giordano alle cui rive sinistra e destra si trovano i due gruppi principali di chiese, l’orto degli Ulivi, la chiesa del Golgota dove c’è una copia della tomba di Cristo.

Affresco di San Giorgio a cavallo, bete Giorgis, Lalibela

La peculiarità che colpisce quando si arriva a Lalibela è che le chiese non sono state costruite in modo tradizionale, ma piuttosto sono state scavate dall’alto al basso nei blocchi monolitici della roccia viva. Questi blocchi sono stati ulteriormente cesellati, formando porte, finestre, colonne, vari piani, tetti, senza usare pietre o legnami. Questa gigantesca opera fu poi completata con un vasto sistema di canali di scolo, di rete di cunicoli e passaggi cerimoniali, alcune con aperture nelle catacombe e nelle grotte dove vivevano gli eremiti.

Chiesa Bete Medhani Alem, Lalibela

Le chiese vengono chiamate “bete” che significa “casa”, termine seguito dal nome del Santo o della Vergine a cui sono intitolate. Tra tutte le più famose sono Bete Ghiorgis, il tempio di San Giorgio, dalla sua straordinaria pianta a croce greca e Bete Medhani Alem che con le sue cinque navate è ritenuta la più grande chiesa monolitica del mondo. 

Secondo la leggenda furono gli angeli che in una sola notte realizzarono l’intero complesso, tanto da meritarsi a ben diritto  il nome di “città degli angeli”.

Qui un affascinante video prodotto dall’Unesco, in inglese, su Lalibela

 

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